La salute, la crescita e la produttività del bestiame dipendono in gran parte da un apporto minerale equilibrato. Le carenze di calcio, fosforo o magnesio si traducono in ossa deboli, minore produzione di latte o problemi riproduttivi, mentre anche un eccesso può essere dannoso. Questa guida ripercorre i minerali più rilevanti nell'allevamento e come vengono inseriti nella dieta degli animali.
I minerali chiave nell'alimentazione animale
- Calcio: indispensabile per ossa, denti e produzione di latte. Le vacche da latte e le galline ovaiole hanno fabbisogni particolarmente elevati.
- Fosforo: lavora insieme al calcio nella formazione ossea e partecipa alla produzione di energia dell'animale.
- Magnesio: interviene nel sistema nervoso e muscolare; la sua carenza può provocare la nota "tetania da erba".
- Sodio e cloro: regolano l'equilibrio idrico e sono alla base dei tradizionali blocchi di sale.
- Oligoelementi (rame, zinco, manganese, selenio, cobalto): necessari in piccole quantità ma essenziali per l'immunità e il metabolismo.
Modalità di somministrazione più comuni
I minerali tecnici vengono incorporati nel mangime in polvere, offerti in formato granulare per favorire la digestione nel ventriglio dei volatili, oppure proposti come blocchi e pietre da leccare ad accesso libero per il bestiame al pascolo. La scelta del formato dipende dalla specie, dall'età dell'animale e dal sistema di allevamento.
Dolomite e carbonato di calcio: i più utilizzati
La dolomite e il carbonato di calcio sono due dei minerali più impiegati nell'allevamento per il loro elevato contenuto di calcio (e di magnesio, nel caso della dolomite) e la loro buona tollerabilità digestiva. Si utilizzano sia nei bovini da latte sia nell'avicoltura, dove la dimensione delle particelle influisce direttamente sulla qualità del guscio dell'uovo.
Consulta un nutrizionista o un veterinario prima di modificare la dieta minerale della tua azienda, e visita la nostra collezione di minerali per animali per trovare il prodotto e il formato più adatti.
